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ANDREA RIGANO - REESON STORIES #5

Posted on November 18 2018

andrea rigano intervistato dal Brand Reeson stories 5

Andrea Rigano è una di quelle persone che avrei voluto intervistare da tempo... Andrea è uno di quelli che “c'era”.

Fotografo professionista attivo dalla fine degli anni ’90, con Reeson, ci ha dato tante volte parola all'interno del suo Salad Days Magazine, di cui è Editor in Chef. Abbiamo incontrato Andrea di persona al Bright di un pò di anni fa, quando si svolgeva ancora a Frankfurt, più di “recente” al The Last Call... Oggi abbiamo voluto che fosse qui con noi per poterlo raccontare.

Andrea Rigano è conosciuto per essere un fotografo storico della scena hardcore punk italiana, ha avuto spesso occasione di fotografare anche tutta la scena “street” tra concerti, skateboarding, bmx, graffiti ma è anche presente come fotografo nelle partite di calcio di serie A.

 

Welcome to Andrea Rigano!

(Intervista di: Luca Rizzotto)

 

- Andrea un tempo la “scena” era unita, ai concerti, era una figata... trovavi il punk, il rapper, il writer, i metal heads, il dark... oggi, c'è una forte divisione tra queste “correnti”, ma esistono ancora le “scene”?

AR: Meglio dire che una volta “la scena” era un manipolo di persone che facevano di un interesse comune un simbolo di aggregazione, oggi è tutto sdoganato, non esiste più una “scena”, forse nel sottobosco del sottobosco. Oggi il mainstream, che probabilmente soffriva da tempo di immobilità creativa, è quello che era alternative anni fa; giusto? Sbagliato? E’ così punto e basta e mettiamocela via. Con i suoi lati positivi (un isolamento contenuto) e quelli negativi (l’appiattimento qualitativo e ideologico delle subculture). Vediamo il bicchiere mezzo pieno dai: a tuo figlio non dovrai più spiegargli perché hai certi tatuaggi oppure non ti dirà più “abbassa quel frastuono della minchia”, e quando vedrà passare un treno dipinto penserà: “papà perché i Frecciarossa non li colorano come questi?”.

le copertine del magazine salad days tra streetwear skate e surf

- C'è una “cosa” fighissima che per me rappresenta il giusto punto di incontro tra mondi apparentemente “diversi”... si chiama “arte” (quella sana). Cosa ne pensi?

AR: Non sono sicuro di aver capito bene la domanda. Più che arte direi “il non convenzionale”, passami il termine, la maniera di esprimersi tra le differenti discipline: arte può essere lo stile di un rider come un pannello su un treno, può essere un riff di chitarra come la copertina di un disco o un ballo di strada o la parmigiana di mia nonna Giovannina. Ma non vorrei inoltrarmi in pantomime sociologiche da salottino dai… lasciamo il pezzo li dove nasce…

 

- Tendiamo sempre a “colpevolizzare” internet, ma quali sono i segnali che noi possiamo dare ad un mondo che si presenta “apparentemente” piatto?

AR: Beh internet ha fatto dei grossi danni (cfr i social), ma ha anche aperto le porte dell’underground a tutti: da questo punto di vista lo ritengo il più democratico degli strumenti. Dipende sempre da come tendi ad usare il mezzo tecnologico, chi era un creativo prima rimane un creativo anche ora, chi invece prima non sapeva nemmeno di esistere… beh, ora può partecipare al “game” con le foto del suo gatto o della colazione salutista, il che non è sempre un male intendiamoci, ho un gatto pure io!

andrea rigano photography fotografo

- Un tempo erano i cinesi ad essere “tutti uguali”... oggi siamo noi! Stesso marchio di scarpe ai piedi, stessa maglietta “del momento” stesso tormentone in spiaggia. Il “piattume” si percepisce anche nelle “esposizioni” e non proposte di molti negozi street/skateboard/surf... c'è chi ha preso la strada “tamarra”, chi ha preso la strada “fashion” e chi ha preso la strada del “fast-fashion”... c'è “noia” anche in molti brands, in tutto questo l'economia si presenta ancora abbastanza stagnante, cosa ne pensi?

AR: E’ lo stesso discorso di prima, se sei appassionato di una sottocultura, ti emozioni a studiarla, a scoprirla, a seguirne l’evoluzione; quando invece ne sei totalmente fuori ma ci vedi un business dentro, puoi solo andare in scadenza prima o poi. Lo stesso discorso vale per le aziende, non ti puoi appropriare di una cultura che non ti appartiene dall’oggi al domani se cerchi la cosiddetta “credibilità di strada”, ne devi per forza di cose essere parte integrante. Anche se oggi è vero che coi “pecos” ti compri pure Papa Francesco.

salad days magazine reeson stories

 

Che impressione ti ha dato l'ultima edizione del Bright a Berlino? I brand skate “original” hanno preso una bella distanza dal fashion… e c'è un back to the roots?

AR: L’ultima edizione che ho visto è stata quella invernale, e la situazione non mi pareva molto differente dal trend degli ultimi anni: agli skaters per quando rimangano skaters nell’animo non dispiace per niente flirtare con chi fa moda, che sia solo per “scroccare” birra gratis o per far festa a spese di qualcuno poco conta. Dall’alba dei tempi chi fa moda prende ispirazione da chi la crea la moda, quindi è inevitabile che i due mondi si incontrino prima o poi. Lo skateboard e il surf saranno prossime discipline olimpiche, il dado è ormai tratto, cerchiamo invece di sfruttare la cosa non solo come soggetti passivi…

 

- Sempre “colpevolizzando” internet, ti manca quel “gusto della ricerca” ? Cercare un vinile in un negozio di dischi, andare ad una mostra e vedere qualcosa di veramente inedito?

AR: Devo dire che no, non mi manca affatto, alle mostre ci vado comunque e pure in qualche negozio di dischi quando lo trovo, l’ho sempre fatto e credo sempre lo farò. Tieni conto che l’età avanza e le priorità cambiano, avere tutto a portata di un click non può che esser un vantaggio, tra l’altro il web ti permette di scoprire molte più cose che una volta venivano tramandate da passaparola più o meno credibili. Interagire in tempi pressoché immediati con personaggi di cui prima a malapena conoscevi il nome, se non è una rivoluzione questa…

 

- E giustamente parliamo di fotografia, penso che “creare” anche per te sia stato un “incontro” un risultato naturale di quegli anni passati tra skateboarding, bmx riders, graffiti e concerti hardcore... la fotografia ti ha dato quel potente mezzo per comunicare... è andata cosi'?

AR: …a dirti la verità ho cominciato a fotografare per ben altri scopi, comunque si il frequentare determinati ambienti ti da quel quid a livello creativo che non tutti gli altri soggetti trasmettono. Poi addentrandomi meglio sono arrivati Estevan Oriol, Boogie, Glen E. Friedman e C.R. Stecyk che mi hanno instradato su quello che volevo diventare fotograficamente parlando…

street photography in europe andrea rigano

- So che te lo chiedono in molti...ma, hai ancora una copia disponibile di Lungo la Strada” ?

AR: …forse a casa dei miei genitori ho ancora qualche copia sparsa in giro, ma non assicuro niente, dovesti contattare l’editore (Kob Records) e sentire se gli è rimasto qualche pezzo.

andrea rigano photography book

 

- Appena è nata Salad Days... ho pensato: “ecco una rivista che in Italia mancava”, quando ho saputo che l'iniziativa fosse la tua ho pensato...”figata”.

Una rivista libera, nella quale si percepisce il tuo approccio e la tua sensibilità, pensi che Salad Days Magazine, oggi, rappresenti “la scena” passata, presente e futura?

AR: Grazie per i complimenti! Beh diciamo che Salad Days Mag è un progetto nato per sopperire al disagio interiore e le frustrazioni quotidiane che i magazines con cui collaboravo mi davano ogni giorno. Poi è diventato da solo quello che è: un contenitore di cultura underground passata e presente. Non mi interessa essere quello radicale che detiene la verità assoluta (che tra l’altro abbiamo visto oggi non va nemmeno più di moda), ce ne sono troppi in giro e di sicuro lo fanno meglio di me, ma piuttosto cercare di raccontare delle storie interessanti su determinati personaggi che fanno o hanno fatto tanto per la street culture.

salad days mag

 

- Dove sei stato durante l'ultimo viaggio fatto e perchè ci sei andato?

AR: Sono stato a Salina, Isole Eolie, con la mia nuova famiglia, posto che consiglio a tutti per ritrovare un po’ il senso di certe cose; c’ero stato 7 anni fa e volevo ritornarci con mio figlio per fargli vedere un posto a dir poco fantastico.

 

- Hai qualche viaggio in programma a breve?

AR: Credo andrò a Edimburgo per qualche giorno.

fuji x100s

 

- Attualmente stai lavorando a qualche progetto fotografico/editoriale?

AR: No! Sono troppo impegnato con Salad Days Mag e non ho davvero il tempo per mettermi li a studiare un altro libro, anche se mi piacerebbe portare a termine un secondo volume sullo stile ‘Lungo La Strada’ ma relativo all’hip-hop, progetto che ho nel cassetto da circa un decennio ma che si è arenato più volte per motivi logistici: ho bruciato un hard disk con gran parte del lavoro, soprattutto le due foto più significative che abbia mai fatto in quell’ambito. Rigano Bocciato!

 

Bene Andrea ti ringrazio per essere stato qui con noi e sappi che l'intervista non è finita, proseguirà davanti ad una birra fresca... ahahahah ;)

AR: Sarà un vero piacere!

 

www.saladdaysmag.com

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